ricordo. dieci anni fa. certo ne avevo ancora sentito parlare. e avevo già in testa alcune canzoni di de andrè. per me dieci anni fa era morto fabrizio de andrè che cantava "morir contento e innamorato quando a lei nulla era bastato, non il suo amore non il suo bene, ma solo il sangue secco delle sue vene". gusti macabri in tenera età ma era una delle mie frasi preferite. dieci anni fa sentivo al telegiornale, tutti i telegiornali, che de andrè era morto. malattia, alcol, fumo, non ci facevo caso. l'undici gennaio del novantanove morì qualcuno che per me non era ancora nato. a cena la tele era accesa, come sempre su rai1, o canale5 forse. passavano alcune sue foto e immagini, si sentivano la voce del giornalista, calma, e le sue canzoni che graffiavano. dieci anni fa avevo un solo cd di de andrè: "canzoni". quasi dieci anni fa andavo in terza o quarta elementare. ero stato portato a scuola da mia mamma, lontano dal freddo pungente di gennaio almeno per quel poco che concedeva la macchina. partì una canzone, credo un cd o una vecchia cassetta con "la guerra di piero". la stessa canzone che forse un po' banalmente accompagnava il servizio del telegiornale. è incredibile come l'immagine dei mille papaveri rossi che riesco a farmi adesso sia identica a quella di dieci anni fa. ma è strano che me lo ricordi ancora, un paesaggio devastato dalla guerra, un corpo, i papaveri. dieci anni fa uno dei miei passatempi era registrare cd su cassette, per ascoltarle in macchina. mio padre dopo ore mi implorava più o meno diplomaticamente di smetterla con de andrè o se le sarebbe tagliate lui le vene. io lo spegnevo. dopo dieci anni me lo dice ancora, ma adesso abbasso solo leggermente il volume. in questi anni un cd, una cartella, qualche canzone di de andrè li ho sempre avuti, più o meno vicini, più o meno ascoltati. ma quando si è piccoli ci si innamora di tutto, ho corso dietro a moltissimo cani. cani che facevano canzoni. canzoni con mondi e modi ai quali ho detto: perchè no? vanno e vengono. ritornano. canzoni alle quali non sono mai riuscito ad affezionarmi veramente perchè talmente era veloce il continuo cambiare e talmente effimera la loro bellezza che dopo pochi giorni non te le ricordavi. sono cambiato. la maggioranza invece sta, immobile. più serena di chi vive, ama e soffre con de andrè. davvero son parole le tue che volevamo ascoltare e capire fin dalla prima canzone.
