Us and Them

il Puma nascosto in ognuno di noi
domenica, 11 gennaio 2009

ricordo. dieci anni fa. certo ne avevo ancora sentito parlare. e avevo già in testa alcune canzoni di de andrè. per me dieci anni fa era morto fabrizio de andrè che cantava "morir contento e innamorato quando a lei nulla era bastato, non il suo amore non il suo bene, ma solo il sangue secco delle sue vene". gusti macabri in tenera età ma era una delle mie frasi preferite. dieci anni fa sentivo al telegiornale, tutti i telegiornali, che de andrè era morto. malattia, alcol, fumo, non ci facevo caso. l'undici gennaio del novantanove morì qualcuno che per me non era ancora nato. a cena la tele era accesa, come sempre su rai1, o canale5 forse. passavano alcune sue foto e immagini, si sentivano la voce del giornalista, calma, e le sue canzoni che graffiavano. dieci anni fa avevo un solo cd di de andrè: "canzoni".  quasi dieci anni fa andavo in terza o quarta elementare. ero stato portato a scuola da mia mamma, lontano dal freddo pungente di gennaio almeno per quel poco che concedeva la macchina. partì una canzone, credo un cd o una vecchia cassetta con  "la guerra di piero". la stessa canzone che forse un po' banalmente accompagnava il servizio del telegiornale. è incredibile come l'immagine dei mille papaveri rossi che riesco a farmi adesso sia identica a quella di dieci anni fa. ma è strano che me lo ricordi ancora, un paesaggio devastato dalla guerra, un corpo, i papaveri. dieci anni fa uno dei miei passatempi era registrare cd su cassette, per ascoltarle in macchina. mio padre dopo ore mi implorava più o meno diplomaticamente di smetterla con de andrè o se le sarebbe tagliate lui le vene. io lo spegnevo. dopo dieci anni me lo dice ancora, ma adesso abbasso solo leggermente il volume. in questi anni un cd, una cartella, qualche canzone di de andrè li ho sempre avuti, più o meno vicini, più o meno ascoltati. ma quando si è piccoli ci si innamora di tutto, ho corso dietro a moltissimo cani. cani che facevano canzoni. canzoni con mondi e modi ai quali ho detto: perchè no? vanno e  vengono. ritornano. canzoni alle quali non sono mai riuscito ad affezionarmi veramente perchè talmente era veloce il continuo cambiare e talmente effimera la loro bellezza che dopo pochi giorni non te le ricordavi. sono cambiato. la maggioranza invece sta, immobile. più serena di chi vive, ama e soffre con de andrè. davvero son parole le tue che volevamo ascoltare e capire fin dalla prima canzone.

postato da vacamerda alle ore 20:17 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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Commenti
#1   12 Gennaio 2009 - 23:38
 
Ho cercato parole decenti "dentro al mio cuore", ma non ne ho trovate. O ho trovato qualcosa di decente, ma non erano parole, o ho trovato le parole, ma non erano decenti. Così, a questo tuo "Elogio a Faber" che poi in realtà è un "Elogio al TUO modo di ascoltare Faber", che ha molto più senso, e avrebbe più senso anche per lui che non credeva negli eroi, voglio accostare un suo elogio, che mi è venuto in mente alla fine. è il suo "Elogio alla Solitudine"

"De Andrè: Anime Salve, che trae il suo significato dall’ origine, dall’ etimologia delle due parole che significano Spiriti Solitari è una specie di elogio della solitudine, si sa non tutti se la possono permettere, non se la possono permettere i vecchi, non se la possono permettere i malati, non se la può permettere il politico.
Un politico solitario è un politico fottuto di solito.
Però sostanzialmente quando si può rimanere soli con se stessi io credo che si riesca ad avere più facilmente il contatto con il circostante. Il circostante non è fatto soltanto dei nostri simili, direi che è fatto di tutto l’ universo, dalla foglia che spunta di notte in un campo sino alle stell,… e … ci si riesce ad accordare meglio con questo circostante, si riesce a pensare meglio ai propri problemi, credo addirittura che si riesca a trovare delle migliori soluzioni e siccome siamo simili ai nostri simili, credo si possano trovare soluzioni anche per gli altri.
Con questo non voglio fare nessun “panegirico” nè dell’ anacronismo, nè del romitaggio, non è che si debba fare gli eremiti o gli anacoreti e che ho constatato attraverso la mia esperienza di vita, ed è stata una vita, che non dimostro la mia età attraverso la carta d’ idendità;credo d’ averla vissuta.
Mi son reso conto che un uomo solo non mi ha mai fatto paura. Invece l’ uomo organizzato mi ha sempre fatto molta paura…"

Grazie. a Tutti e Due
utente anonimo

#2   13 Gennaio 2009 - 21:22
 
Dato che è la prima volta che lascio un commento di mia "spontanea" volontà, avrò la decenza di scriverti più della solita riga stringata e cogliona. Anche perchè mi vergogno dopo quello che ha scritto quel tizio qua sotto a profanare un idolo di tanti, un poeta per tutti. Almeno, penso che a tutti piaccia de' andrè, o no? Anche non capendolo fino in fondo, si apprezzano sempre i suoi testi che raccontano, le sue musiche orecchiabili. Mi sembra strano che sia morto solo 10 anni fa, pensavo molto di più.

Sab
utente anonimo

#3   10 Giugno 2009 - 23:37
 
crìsto! tu scrivi troppo bene!! *___*
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